UNA NUOVA FILOSOFIA AZIENDALE

Da ormai trent’anni nei paesi del nord Europa e nord America, e più recentemente in Italia si sta affermando nel mondo lavorativo il termine “diversity management”, letteralmente “gestione attraverso la diversificazione”. Si tratta di un insieme di pratiche gestionali volte alla promozione della diversità nell’ambiente lavorativo, sia essa etnica, di genere, fisica, di orientamento sessuale o culturale. Il diversity management, quindi, è una politica aziendale che supporta le diversità dei lavoratori, rispettandoli e cogliendone le potenzialità indipendentemente dai loro stili di vita.

IL SUO VALORE

Adottare le pratiche di diversity management non solo è una innovazione etica, ma costituisce un elemento di forza per l’”employer branding”. Il termine indica un’attività di marketing volta a evidenziare internamente ed esternamente la qualità dell’azienda, non solo come luogo di lavoro, ma come un insieme di valori e attributi che la caratterizzano.

Una politica aziendale di rispetto e di integrazione oltre ad aumentare positivamente la reputazione della propria attività, ha molte probabilità di aumentare le perfomances dell’azienda stessa. Questo perchè se un individuo si trova in un ambiente lavorativo aperto e poco incline ai pregiudizi nei confronti di tutto ciò che non rientra nella norma culturale, verrà sottoposto a minor stress, potrà esprimersi liberamente e di conseguenza lavorare meglio. Senza contare che più un team sarà diversificato, più i punti di vista saranno differenti e, quindi, il confronto le possibilità di evoluzione e innovazione saranno maggiori.

E IN ITALIA?

Principale portavoce del diversity management in Italia è Parks, associazione no profit al quale possono aderire i datori di lavoro di tutte le attività economiche nazionali. Il suo obiettivo è quello di aiutare le aziende a comprendere i vantaggi di business legati a questo tipo di gestione aziendale.

La mission di Parks, nello specifico, è quella di sradicare i pregiudizi che possono avere luogo nell’ambiente lavorativo, nei confronti di dipendenti LGBT. I dati presenti nel loro sito parlano di più di 5 milioni di lavoratori omosessuali, bisessuali e transessuali: un numero elevato di individui che hanno il diritto di essere tutelati dalle discriminazioni. Tra i suoi soci fondatori rientrano Ikea, Johnson & Johnson e Telecom Italia.

Oggigiorno, quindi, anche la realtà di aziende e agenzie nazionali si sta muovendo verso la direzione del diversity management: un percorso che va coltivato nel tempo, ricco di opportunità di sviluppo per il proprio brand. Adottare una politica gestionale che valuti i dipendenti in base al loro talento e non al loro stile di vita è una scelta vincente, perché rende l’azienda al passo coi tempi e con un mondo sempre più globale ricco di scambi, confronti e crescita.